1. Non si può scrivere un solo CV

Per ogni selezione a cui ci candidiamo  dobbiamo preparare un cv (e magari anche una lettera di presentazione) ad hoc.  Ovviamente la nostra carriera scolastica e quella lavorativa, presenti nel cv, rimarranno le stesse, ma sarà diverso il modo in cui le presenteremo, facendo in modo che siano il più possibile in linea con la posizione e l’azienda per cui ci candidiamo.

 

2. La selezione non è una gara

Non viene assegnato un premio al candidato in possesso del maggior numero di caratteristiche tra quelle ricercate: facciamo in modo di mettere in luce i nostri punti di forza (sperando di creare un effetto alone nel selezionatore) e ricordiamoci che ci sono aspetti della selezione che non vengono esplicitati nella job description.

 

3. Ricordare che il selezionatore non valuterà il candidato come persona

Il selezionatore valuterà la “candidatura”: dalla lettura del cv non dobbiamo risultare persone “favolose” ma semplicemente adeguate alla posizione per cui si è aperta la selezione. Cerchiamo di spiegare, fondamentalmente, perchè siamo perfetti per il ruolo per cui ci candidiamo. Dovremo, quindi, informarci bene sull’azienda per cui ci candidiamo.

 

4. La sintesi è un dono

Il CV non dovrebbe mai superare le due pagine. Difficilmente si riesce a non diventare prolissi o noiosi se ci si dilunga troppo nel racconto. Ricordiamo che il selezionatore non avrà troppo tempo da dedicare alla prima lettura del cv mentre farà il primo screening e lasciamo anche qualcosa da raccontare al colloquio!

 

5. La forma è importante

Un CV ben impaginato, chiaro, che mette in luce gli aspetti fondamentali viene sicuramente premiato rispetto ad un CV sformattato e senza nemmeno un neretto, un titolo o un elenco puntato. Mandate i CV in pdf e non chiamate il file semplicemente “CV” ma inserite il vostro nome!

 

6. Non siate troppo creativi

Se non vi state candidando per ruoli creativi: cv ipercolorati, disegnati o con caratteri di stampa fantasiosi possono essere anche belli da vedere, ma difficilmente verrebbero definiti “professionali”.

 

7. Foto o non  foto?

Nella mia opinione la foto è necessaria solo se il ruolo per cui ci stiamo candidando presuppone un livello di standing legato al contatto con eventuali clienti o ad aspetti lavorativi precisi (e solitamente in questi casi nell’annuncio di selezione viene esplicitata la richiesta di foto). Detto questo, se volete mettere una foto nel vostro CV, fate in modo che sia una foto veramente professionale: abito adeguato, sfondo neutro, mezzo busto. Non sono accettabili foto al mare, selfie con cocktail in mano, scolli vertiginosi o torsi nudi. Fidatevi!

 

8. Non mentite

In generale, ma soprattutto in merito a possibili referenze (con la speranza che “tanto nessuno andrà mai a controllare”) e in merito al domicilio. E’ uso comune inserire un indirizzo che corrisponda alla città in cui si trova l’azienda, magari usando casa di un amico come appoggio. Ricordate che in questo modo:

a. il selezionatore potrebbe pensare di chiamarvi per un colloquio “al volo” tanto siete vicini e dovrete inventare delle scuse

b. se l’azienda sceglie il candidato più vicino avrà le sue ragioni (non tollerare ritardi eventuali legati a spostamenti, sapere che la RAL che verrà proposta non copre uno spostamento geografico) che voi non conoscete e che alla lunga potrebbero crearvi dei problemi.

 

9. Data e firma

E’ importante ricordarsi di firmare e datare il proprio curriculum ogni volta che lo presentiamo per una selezione.

 

10. Inserire in fondo al CV l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, citando correttamente la legge sulla privacy

Sembra impossibile, ma in molti la dimenticano o inseriscono diciture fantasiose ma non corrette.

Eccone alcune che potete usare:
– Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei
dati personali”;
– Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003;
– Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003;
– In riferimento alla legge 196/2003 autorizzo espressamente l’utilizzo dei miei dati personali e professionali riportati nel mio curriculum vitae

 

 

 

Dicono di noi

  • Valuto l’esperienza al Master in Direzione Risorse Umane molto formativa. Oltre che dal punto di vista conoscitivo, è stata un’esperienza umanamente positiva, in quanto ho avuto modo di instaurare rapporti con colleghi provenienti da ambiti formativi e lavorativi diversi e che condividevano i miei stessi obiettivi. Consiglierei il percorso perché ho avuto modo di apprendere nuove conoscenze e relazionarmi con docenti competenti e colleghi ambiziosi, desiderosi come me di crescere in questo settore.
    Valeria Viano - Addetta Ufficio Risorse Umane presso Turati 25 Spa
  • Valuto in maniera più che positiva l’esperienza a questo master. Gli obiettivi che mi ero posto al momento dell’iscrizione sono stati tutti raggiunti e, a questo, aggiungo il fatto che l’organizzazione è stata impeccabile, riferendomi sia alle comunicazioni che alle tempistiche, al materiale ricevuto e alla grandissima professionalità dei docenti. Nelle lezioni i docenti hanno saputo mettere insieme teoria e pratica e questo è l’aspetto che mi ha arricchito maggiormente: in un lavoro come quello che svolgo (consulente del lavoro) confrontarsi sui tanti e variegati casi pratici è un elemento che supera in importanza il puro studio teorico.
    Mario Taurino - Consulente del Lavoro
  • La mia esperienza al Master è stata molto positiva sia dal punto di vista di competenze acquisite sia per i rapporti che ho stretto con i colleghi del corso. Il master oltre ha fornirmi gli strumenti necessari per essere competitivo nel mondo del lavoro mi ha permesso di entrare in contatto con i professionisti del settore e delle loro esperienze professionali. Lo stage inoltre mi ha dato modo di capire quali sono, ad oggi, i miei punti di forza e cosa devo migliorare. La reputo sicuramente un’esperienza positiva. Consiglierei assolutamente il Master, soprattutto se il collega viene da una realtà come la mia dove questi temi non sono stati affrontati durante l’università. Questa tipologia di percorso di formazione può darti l’occasione di approfondire ciò che ti piace in maniera seria e valida.
    Fabio Caprioli - tirocinante presso Lavoropiù Spa

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Annalisa Puccini
Direzione Divisione Management
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Gestione e Coordinamento
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