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Microsoft Project: cos’è e come funziona

Microsoft Project, cos'è e come funziona.

Microsoft Project è tra i più popolari software di gestione dei progetti ( ne viene venduta una copia ogni 20 secondi). Usano MS Projet più di 20 milioni di utenti, ed oltre  10.000 organizzazioni sviluppano piani, assegnano attività e tengono traccia dei progressi con l’aiuto di Project.

MS Project è sicuramente il software di gestione del progetto più popolare.


Cos’è Microsoft Project?

Project è una soluzione di gestione dei progetti Microsoft che consente ai project manager e ai team di suddividere progetti grandi e complessi in attività gestibili, assegnare attività alle risorse del progetto e creare una pianificazione per monitorare i progressi.


Come funziona

MS Project permette di utilizzare modelli predefiniti, facilita il Project Manager a delineare tutte le macro attività da svolgere, scomponendole prima in micro attività, e poi in singoli elementi necessari alle varie fasi di lavoro.

Questo processo di “semplificazione”, anche noto come WBS – Work Breakdown Structure –  aiuta il Project Manager a trovare gli elementi necessari alle attività più importanti, gli fornisce una griglia organizzativa in cui inserire tutti i dati riguardanti il progetto e restituendo la realizzazione di un diagramma di Gantt (la rappresentazione grafica dell’intero progetto).

Grazie a MS Project i professionisti sono in grado di controllare costi e tempi, comunicare informazioni e organizzare meglio il loro lavoro ed quello del loro team.

MS Project  permette infatti di organizzare, posizionare e coordinare le risorse disponibili, di aiutare a rispettare le scadenze ed i costi del progetto, ma anche di supervisionare il progetto su più livelli, al fine di concludere l’opera entro la data di fine dei lavori prefissata, senza sorprese sul budget a disposizione.


I vantaggi di Microsoft Project

Integrazione. Project si integra con Microsoft 365 Office. Il software di gestione dei progetti funziona anche perfettamente con Microsoft Teams, Skype e altre piattaforme Microsoft. L’interfaccia della barra multifunzione è simile a vari prodotti Microsoft, come Excel.

Affidabilità. Il software Microsoft Project è un pioniere tra gli strumenti di gestione dei progetti. Rilasciato in commercio nel 1984, è un software stabile che viene continuamente migliorato per funzionalità più rilevanti che si adattano alle esigenze dei suoi utenti.

Servizio Clienti. Microsoft fornisce un supporto affidabile ai propri utenti. Per questo software sono disponibili partner, consulenti e servizi di supporto di terze parti.

Flessibilità. Il software di gestione di Microsoft Project è sufficientemente flessibile e offre ai team e alle aziende la possibilità di per soddisfare particolari esigenze.


Gli svantaggi di Microsoft Project

Richiede formazione!
Il software è diventato più intuitivo nel corso degli anni ma può ancora essere difficile per i nuovi utenti. I nuovi utenti devono dedicare tempo alla formazione per evitare di perdersi nei dettagli e perdere gli obiettivi del quadro generale.


Storie di clienti e recensioni di Microsoft Project

Leggi le testimonianze di altre organizzazioni che usano Microsoft Project per gestire i progetti e tenerne traccia in modo efficiente.

https://www.microsoft.com › project › customer-stories

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    I migliori libri per HR Manager

    I migliori libri per HR Manager

    Le letture che ogni professionista delle risorse umane dovrebbe leggere.

    Le risorse umane sono un settore in continuo sviluppo e permeato da grandi, veloci cambiamenti. È un ambito aziendale dove le persone sono il centro, il cuore pulsante, perciò è importante monitorare le continue evoluzioni, conoscere nuovi mondi e trovare spunti per la propria vita professionale. In Italia sono numerosi gli eventi dedicati al mondo HR: convegni, conferenze e workshop costituiscono un’importante occasione di aggiornamento. Tuttavia un buon libro, soprattutto se scritto da un esperto, è sempre una risorsa preziosa che offre anche il vantaggio di approfondire e riflettere seguendo i propri ritmi.

    Risorse inumane. Diario segreto di un direttore del personale 

    Denis Murano (a cura di)

    Il libro che tutti coloro che vivono in un contesto aziendale dovrebbero leggere, dall’impiegato neo assunto, al capo ufficio, al General Manager e non per ultimo, chi si occupa di gestione del personale. Spietato e incredibilmente sincero – questo libro basato su avvenimenti reali – fornirà una versione cinica ma realistica del mondo aziendale italiano e delle persone che lo popolano.

    DENIS MURANO è lo pseudonimo di un professionista che lavora da anni nel settore delle risorse umane. È stato direttore di grandi aziende italiane e ha lavorato con moltissimi imprenditori.

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    Punto HR 2020

    Carbone Sergio, Pasquarella Angelo (a cura di)

    Punto HR 2020! propone riflessioni che inquadrano la tecnologia come fattore di sviluppo ma soprattutto mettono al centro la valorizzazione della persona. Seguendo tre filoni principali – cultura, formazione, vocazioni d’impresa – i casi qui ripercorsi mostrano come sia possibile, rivedendo il business o creandolo ex novo, far emergere l’identikit di un lavoratore più centrato non solo sulle conoscenze che possiede, ma anche su un continuo sviluppo delle stesse.
    Punto HR 2020

    Ben Waber (a cura di)

    L’autore vuol dimostrare come l’analisi delle persone che compongono un’azienda, possa fornire un livello di comprensione estremamente profondo su come lavorano e collaborano i dipendenti, oltre a informazioni utili nella costruzione di un’organizzazione efficace, produttiva e positiva. Attraverso case study all’avanguardia l’autore mostra come cambiando il modo in cui i dipendenti.

    Aligning Human Resources and Business Strategy

    Linda Holbeche (a cura di)


    In qualità di direttore del personale Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD)Linda Holbeche, in questo libro fornisce gli strumenti e gli approfondimenti per aiutare i manager e i direttori delle risorse umane ad aggiungere valore all’organizzazione implementando iniziative HR efficaci allineate alle strategie di core business. Una guida su come applicare la teoria alle sfide nella tua organizzazione.

    Talento Ribelle


    Francesca Gino(a cura di)

    Francesca Gino, docente alla Harvard Business School, ha dedicato oltre un decennio a studiare i ribelli all’opera nelle aziende di tutto il mondo, dalle boutique di lusso del «quadrilatero» milanese ai ristoranti più famosi del globo, da una fiorente catena di fast food a un’affermatissima casa di produzione di computer animation. Nel testo è riuscita a tracciare l’identikit di quei leader e collaboratori che incarnano il «talento ribelle». Viviamo in tempi turbolenti, in cui la concorrenza è agguerrita, la reputazione si appanna facilmente e il mondo è più diviso che mai. In questo ambiente spregiudicato, coltivare talenti ribelli è ciò che consente alle aziende di evolvere e prosperare. Ma il vantaggio della ribellione va oltre il luogo di lavoro: porta a un’esistenza più vitale, impegnata e appagante.

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    Free Webinar: Voglio fare il Direttore delle Risorse Umane

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    Voglio Fare il Direttore delle Risorse Umane

    Quando: mercoledì 21 aprile (18.00 – 19.00)
    Dove: video conferenza in diretta (Zoom)

    Il settore delle Risorse Umane continua ad attrarre. Molti giovani laureati aspirano ad un ruolo di HR Manager affascinati da una professione dinamica, che permetta loro di relazionarsi a livelli differenti con persone diverse.

    Ma come si fa ad diventare Direttore delle Risorse Umane?

    Negli anni questo mestiere è diventato essenziale perché saper gestire le persone in un’azienda, o saper individuare un talento o come comporre un team di lavoro per raggiungere un obiettivo, fa ormai la differenza tra il successo e il fallimento.

    Per questo sulle risorse HR le aziende stanno investendo molto.

    Nel webinar la Dottoressa Matilde Azzini, esperta Esperta in Gestione e Sviluppo delle risorse umane, ci presenterà la struttura dell’Ufficio HR, parlerà di compiti e competenze, delle possibilità di carriera, le tipologie di aziende che assumono nel settore risorse umane e le tendenze occupazionali.

    Al termine dell’intervento un confronto sul tema e tutte le risposte alle vostre domande!

    Il webinar è gratuito ma è richiesta la registrazione.

    Per partecipare basta iscriversi al modulo di registrazione entro le ore 16 del giorno del webinar e collegarsi al link che vi verrà inviato tramite desktop, tablet o smartphone. 

     
    Matilde Azzini

    Ospite: Matilde Azzini

     
     

    Esperta in Gestione e Sviluppo delle risorse umane, Trainer, Coach e Problem Solver strategico.

    Che si tratti di performance, di processi o di progetti, supporto le aziende, le persone e i team nel risolvere un problema complesso o nel raggiungere un obiettivo sfidante in ottica di cambiamento e miglioramento continuo.

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      Free Webinar: Digital Performance Marketing, come iniziare per ottenere il massimo dei risultati

      Digital Performance Marketing: come iniziare per ottenere il massimo dei risultati

      Quando: mercoledì 14 aprile (18.00 – 19.00)
      Dove: video conferenza in diretta (Zoom)

      Imparare a conoscere il Performance Marketing è un ottimo modo per potenziare le possibilità del tuo brand e sfruttare tutti gli strumenti per pianificare una strategia di marketing più efficace, che rivoluzioni il modo in cui presenti il tuo marchio al pubblico.

      Partecipa al nostro webinar Laura Zadi, docente del Master in Comunicazione Digitale e Web Marketing QFORMA  ci parlerà delle regole per fare un giusto lavoro di Performance Marketing,

      Parleremo di:

      • Definizione ed Ecosistema del Digital Performance Marketing 
      • Key asset nel Performance Marketing 
      • Opportunità e  Fattori di Successo del Performance
      • Obiettivi e modelli commissionali
      • Metriche di Digital Performance Marketing 
      • Best practice Digital Performance Marketing 
       

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      Ospite: Laura Zadi 

       
      Sono Media Buyer e Web Marketing Specialist della  mad-tech digital company Instal, lavoro nell’ambito dell’advertising; sono “digital native” appassionata del Web e della tecnologia.

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        Free Webinar: Come generare Lead attraverso i Social

        Lead generation social: come generare contatti su Facebook, LinkedIn e Instagram

        Quando: martedì 30/03 (18.00 – 19.00)
        Dove: video conferenza in diretta (Zoom)

        Spesso si pensa che i social media siano solo la vetrina per far conoscere il proprio marchio e posizionarsi all’interno del mercato. Ma i social media non sono solo questo: le piattaforme social media sono strumenti per acquisire contatti profilati interessati ai tuoi prodotti o servizi.

        Elena Farinelli, docente del Master in Comunicazione Digitale e Web Marketing QFORMA in questo Webinar ci spiega perché utilizzare i social per generare contatti e soprattutto come la generazione di lead fatta sui social ti permette di acquisire contatti profilati sfruttando canali come Facebook, LinkedIn e Instagram.

        Parleremo di:

        • I dati sulla lead generation social
        • Perché usare la Lead Ads
        • Facebook Lead Generation
        • Lead Generation su Instagram
        • Lead Generation su LinkedIn
        • Quali strumenti usare nei social per generare lead
        • Come funzionano
         

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          Metodologia-Agile-Corsi-QFORMA

          I principali vantaggi del Mindset Agile

          I principali vantaggi del Mindset Agile

          Agile può attecchire ovunque ci sia bisogno di evolvere e di adattarsi rapidamente ai bruschi cambiamenti (tecnologici e di mercato in primis) e, più in generale, in tutti i contesti in cui restare competitivi non è una scelta e vige la regola “evolvi o muori”. 

          Quello che è accaduto durante la pandemia ne è – purtroppo – una triste conferma: a parità di settore, alcune realtà sono riuscite a sopravvivere, altre non ce l’hanno proprio fatta, qualcuna ha aumentato il proprio business.

          Certo, i fattori concomitanti sono moltissimi ma ciò che è alla base di storie positive, in questo senso, è la comune capacità di trovare velocemente risposte alle nuove domande che il mercato pone. 

          Prendiamo i bar: alcuni hanno chiuso in via temporanea, altri in via definitiva, altri ancora si sono organizzati per le consegne a domicilio della colazione. Con questo non si intende dire che consegnare a domicilio un cappuccino ha permesso di salvare i fatturati, ma di certo ci permette concretamente di ragionare sul concetto di “evolvi o muori”.

          Il Mindset, per poter essere implementato, necessita di un nuovo modo di “pensare” l’organizzazione, il lavoro e le persone: è un cambiamento culturale prima che operativo, che passa attraverso lo sviluppo e la coltivazione delle mai troppo celebrate competenze trasversali, insieme ad una buona dose di coraggio, curiosità e passione. 

          Un mix impossibile? Assolutamente no: ma è necessario uscire dalla visione secondo la quale il lavoro è innanzitutto fatica e sacrificio, e iniziare a pensare che quello che facciamo può essere fatto sempre meglio, con grande soddisfazione nostra e del nostro cliente.

          Generare valore per il cliente

          Il primo grande vantaggio che produce Agile è quello di mettere al centro dell’azienda un obiettivo ben specifico: generare valore per il cliente. Sembra banale ma, soprattutto nelle grandi realtà si corre il rischio di perdere questo focus che viene progressivamente inghiottito da procedure e burocrazia interna, a discapito del soddisfacimento dei bisogni del cliente [4].

          Facciamo un esempio molto pratico: il mio cliente ci contatta telefonicamente perché ha bisogno di una informazione per effettuare il reso di un prodotto; la telefonata viene presa in carico da un primo operatore, il quale però non è deputato a fornire la risposta desiderata per cui la chiamata verrà inoltrata a un altro operatore che poi chiederà al cliente di tornare sul sito dell’azienda e di cercare lì una e-mail alla quale dovrà inoltrare formale richiesta. Una procedura cosi farraginosa – e ciascuno di noi, in qualità di consumatore, potrebbe raccontare peripezie ben più ardite di questa – sta soddisfacendo un protocollo interno dell’azienda ma NON il bisogno del cliente di ricevere una informazione specifica in un tempo rapido.

          Creare valore per il cliente non significa necessariamente mettere nelle sue mani l’ultimo ritrovato tecnologico, ma rimuovere una preoccupazione, un ostacolo, semplificargli la vita e ancor meglio metterlo nelle condizioni di incrementare rapidamente il SUO business.

          Creare valore significa quindi sviluppare continuamente soluzioni, e Agile lo fa attraverso brevi cicli di produzione, molto più simili a un processo evolutivo che produttivo; questo consente all’azienda di essere efficace ed efficiente nei tempi e nei costi, e riduce drasticamente il rischio di arrivare in ritardo o fuori focus rispetto ai bisogni del cliente.

          Valorizzare le persone

          L’altro grandissimo vantaggio offerto da Agile è la valorizzazione delle persone, che sono messe al centro del processo. Oggi il nostro lavoro è fortemente basato sulla conoscenza e quotidianamente esploriamo nuovi modi di lavorare; l’apprendimento e l’evoluzione tecnologica modificano quotidianamente le nostre attività e sempre più diffusamente sentiamo parlare di knowledge worker e di persone che domani avranno ruoli e responsabilità che oggi ancora non esistono. 

          Questo significa che l’elemento per avviare il cambiamento sono le persone: liberare il loro potenziale individuale e farlo convergere all’interno di un team consente di generare innovazioni che singolarmente è impossibile raggiungere. Aziende come Toyota, Google, Facebook, Atlassian (solo per citarne alcune) hanno colto perfettamente il valore di questo potenziale e si sono organizzate per dare ai propri dipendenti del tempo libero per sviluppare idee innovative con risultati davvero straordinari. Nel 2004 i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, incoraggiavano i dipendenti a utilizzare il 20% del loro tempo per lavorare su nuove idee di prodotti che avrebbero portato nuovi vantaggi a Google. Questo li avrebbe resi maggiormente creativi e innovativi; così sono nati grandi prodotti come Google News, AdSense, Gmail e altri ancora [5].

          In tutto ciò, la capacità di lavorare in team assume un ruolo dominante: non stiamo più parlando di instaurare civili e cordiali rapporti con il collega ma di mettere su una squadra in cui le persone si sentono motivate, ispirate da un obiettivo comune, desiderose di dare il proprio contributo, in grado di comunicare efficacemente e di risolvere i conflitti interni per giungere, tutti insieme, verso una meta condivisa che rappresenta il successo di tutta l’azienda e di tutte le persone che fanno l’azienda.

          Agile è la soluzione ad ogni problema?

          Il Mindest Agile porta sempre dei vantaggi in tutti i contesti, anche a livello personale in termini di benefici derivanti dall’empowerment: orientamento al risultato, consapevolezza, collaborazione, assertività, sono concetti produttivi e validi in qualsiasi contesto. 

          Ma bisogna stare attenti perché Agile non è la pallottola d’argento e la domanda da cui si dovrebbe partire, dovrebbe essere: perché dovrei utilizzare Agile nella mia azienda? 

          La risposta che ne deriva ci dà gli strumenti per comprendere se ha senso investire in questo importante cambiamento. Senza porsi questa domanda si rischia di non acquisire la consapevolezza dei gap da colmare e dei benefici che Agile può portare, con conseguente scollamento tra risultati attesi e risultati effettivi una volta che il cambiamento sarà stato avviato.

          Ho bisogno di Agile nella mia azienda?

          Kurt Bittner [6] identifica cinque driver chiave per valutare l’effettivo bisogno di agilità nell’organizzazione e in una funzione aziendale:

          1. Minaccia della concorrenza: qual è il livello di esposizione del mio prodotto rispetto alla concorrenza?
          2. Volontà di sperimentare: quanto siamo aperti alla sperimentazione?
          3. Incertezza della soluzione: quanto siamo certi che le soluzioni proposte incontrino i bisogni del mercato e degli utenti?
          4. Decentramento delle decisioni: quanto sono libere le persone e i team nel prendere decisioni senza avere l’approvazione dei manager?
          5. Potenziale di crescita del mercato: qual è la potenziale crescita del prodotto e dei ricavi nel mercato attuale?

          driver possono essere raggruppati tra interni (1 e 5) ed esterni (tutti gli altri): queste dimensioni definiscono le sfide a cui l’organizzazione deve far fronte. 

          Se la concorrenza è alta e il potenziale di crescita è alto, devo liberare la struttura dando spazio a sperimentazione, a soluzioni di rapido sviluppo e test sul mercato, e soprattutto abbassare il livello decisionale consentendo alle persone e ai team elevata autonomia. È stato empiricamente dimostrato che è esattamente questo lo scenario desiderabile per avviare l’adozione di Mindset perché i risultati che si ottengono sono decisamente migliori rispetto agli approcci burocratici e waterfall (o predittivi) [3]

          Gli svantaggi di Agile

          Il principale svantaggio di Agile è che richiede uno sforzo iniziale molto alto: realizzare un primo progetto con metodologie Agili richiede generalmente molto più lavoro rispetto a un approccio tradizionale.

          Proprio per questo si è soliti dire che Agile è semplice, ma non è facile e governarlo può richiedere molti anni. 

          Il principale ostacolo, quello che non consente un rapido beneficio della sua adozione, risiede nella necessità di cambiare abitudini e cultura che si sono radicate nel tempo; la nostra mente è abituata a risparmiare e per far questo implementa meccanismi automatici per governare stress e complessità: in situazioni difficili – e l’implementazione di un nuovo modo di lavorare è una situazione difficile, basti pensare alla fatica che facciamo già solo quando siamo costretti a cambiare un gestionale! –  i comportamenti tendono a regredire verso le (cattive) abitudini precedenti, pertanto il rischio di scivolare indietro è sempre molto presente; e tuttavia vale sempre la solita regola: curiosità, studio, motivazione e allenamento sono davvero gli elementi capaci di rimuover qualsiasi ostacolo. 

          Il punto debole più significativo possiamo forse ravvisarlo proprio nella fase iniziale dell’Agile transition perché basta non sostenere fattivamente Agile per un breve periodo per perdere rapidamente tutti i benefici ottenuti sino a quel momento.

           

           

          Riferimenti

          [1] http://agilemanifesto.org

          [2] https://www.forbes.com/sites/stevedenning/2019/08/13/understanding-the-agile-mindset/#2bf4be05c17f

          [3] J. Sutherland, J.J. Sutherland, Scrum: The Art of Doing Twice the Work in Half the Time, 2014

          [4] D. Shah, R.T. Rust, A. Parasuraman, R. Staelin, G,.S. Day, The Path to Customer Centricity, Journal of Service Research, Volume 9,  No. 2, November 2006 113-124

          [5] L. Page, S. Brin, “An Owner Manual” for Google’s Shareholders, 2004 Founders’IPO Letter

          [6] K. Bittner, What’s Driving Your Need For Agility?, Scrum.org, 2017

          Alessandro Ingrosso

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            Cos’è Agile e perché è indispensabile portarlo in azienda

            Cos’è Agile e perché sta diventando indispensabile portarlo in azienda

            Il cambiamento è una costante. Aziende, organizzazioni e persone si affannano a “trattarlo” come fosse un’eccezione, si trovano spiazzate di fronte a ciò che muta e faticano moltissimo per adattarsi, ma il cambiamento è una costante: tutto cambia, più o meno lentamente, ma cambia. La pandemia e il successivo lockdown sono stati un acceleratore di cambiamento di portata globale: eravamo impreparati, certo, e molte realtà imprenditoriali non ce l’hanno fatta, ma se da questa esperienza possiamo imparare qualcosa, allora diventa indispensabile fare una riflessione seria sul concetto di cambiamento.

            Le aziende hanno bisogno di strutture snelle, poco (o nulla) gerarchiche, veloci, capaci di sfruttare al meglio la tecnologia, che hanno ristretto la burocrazia al minimo indispensabile e che siano in grado di sviluppare un approccio adattivo. La domanda che tutte le aziende, oggi, dovrebbero porsi è: se il cambiamento è una costante, come posso organizzare la mia azienda in modo tale che non sia travolta dai continui cambiamenti ma che, anzi, sia in grado di evolvere continuamente per governarli? La risposta è Agile.

            Agile è un modo di essere

            Si scrive Agile (e si legge “agiàil”) ed è innanzitutto un mindset che viene raccontato nell’Agile Manifesto [1]: 4 valori e 12 principi che nascono nello sviluppo software ma che vengono efficacemente estesi a qualsiasi altra realtà; questo perché tutte le organizzazioni adottano processi produttivi finalizzati alla creazione di valore attraverso prodotti/servizi, e tutte le organizzazioni possono – devono! – continuativamente migliorarsi per poter rimanere competitive sul mercato. Veloci cambiamenti, necessità di affrontare situazioni a complessità crescente, mercati da ri-conquistare continuamente, clienti sempre più esigenti, necessità di abbracciare il principio del miglioramento continuo: queste sono le ragioni per adottare il Mindset Agile [2].

            Agile non è solo per le aziende

            A ben vedere, però, i presupposti per adottare il Mindset Agile non sono confinati soltanto nel mondo del business. Il principio del miglioramento continuo, il focus sul lavoro in team e la necessità di operare in logica collaborativa, hanno portato una produttiva applicazione anche in altri ambienti.

            Agile è adottato oggi nell’istruzione scolastica all’interno dell’Ashram College in Olanda; pioniere di questa iniziativa è stato il prof. Willy Wijnands, a cui si deve la nascita della community EduScrum e la diffusione di questo approccio anche al di fuori dell’Olanda. EduScrum è un processo educativo di collaborazione attiva in cui il paradigma d’insegnamento viene capovolto: il docente determina il “perché” e il “cosa”, e gli studenti lavorano in team per determinare il “come” [3].

            Ma il mindset è adottato anche in famiglia! Googlando “agile family” si trovano molti articoli e video che raccontano come il Mindset Agile sia stato utilizzato per gestire la quotidianità e la complessità della vita tra le mura domestiche, in cui cambiamenti, necessità crescenti, conflitti generazionali e orari stressanti sono una costante che assorbe quotidianamente infinite energie.


            Primi passi per introdurre Agile in azienda

            Imporre Agile dall’alto all’intera organizzazione è un errore che ha dimostrato di portare al totale fallimento della transizione e spesso è solo una “ripavimentazione”, ovvero cambiano i nomi dei ruoli e delle riunioni ma si continua a lavorare come si è sempre fatto.

            L’esperienza ci insegna che il modo migliore per introdurre Agile è partire da un progetto pilota, creando una cellula agile all’interno di una struttura organizzativa tradizionale: nella cellula si avvia un progetto formativo per condividere la conoscenza e creare un livello comune da cui partire, poi si sceglie una metodologia di lavoro (spesso Scrum) e infine si comincia la produzione per iterazioni. Risultati apprezzabili si riescono a ottenere già dopo tre mesi di sperimentazione. La cellula agile è supportata da un Agile Coach esterno che si preoccupa di formare, facilitare e supportare l’adozione di Agile garantendo che ci sia sempre un allineamento con i valori e i principi ispiratori. La trasformazione aumenta le sue probabilità di successo se si riesce a ottenere il coinvolgimento di tutti i principali stakeholder esterni alla cellula Agile, ad esempio figure del business, manager e dirigenti interessati e coinvolti nei risultati del progetto.


            Leggi anche I Principali vantaggi della Metodologia Agile 


            Riferimenti

            [1] http://agilemanifesto.org

            [2] https://www.forbes.com/sites/stevedenning/2019/08/13/understanding-the-agile-mindset/#2bf4be05c17f

            [3] J. Sutherland, J.J. Sutherland, Scrum: The Art of Doing Twice the Work in Half the Time, 2014

            [4] D. Shah, R.T. Rust, A. Parasuraman, R. Staelin, G,.S. Day, The Path to Customer Centricity, Journal of Service Research, Volume 9,  No. 2, November 2006 113-124

            [5] L. Page, S. Brin, “An Owner Manual” for Google’s Shareholders, 2004 Founders’IPO Letter

            [6] K. Bittner, What’s Driving Your Need For Agility?, Scrum.org, 2017

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              I primi passi per portare innovazione in azienda

              Innovare nelle PMI è necessario perchè le aziende non possono stare a guardare...

              Il tema di come innovare nelle PMI è sempre stato un tema controverso ed attuale, perché non tutti hanno ben chiaro cosa significhi innovare per una PMI. Proviamo a suggerire i primi passi per portare innovazione in azienda.

              1. CULTURA DELL’INNOVAZIONE

              Le PMI che vogliano fare vera innovazione dovrebbero iniziare innanzitutto a creare una cultura centrata sull’innovazione al proprio interno. Dare la possibilità alle buone idee di emergere non solo con un percorso dall’alto (top-down), ma soprattutto dal basso (bottom-up), perché spesso chi lavora sul prodotto, è a contatto con il mercato o con i clienti, conosce meglio quali siano le problematiche da risolvere e migliorare.

              In questo contesto un dipendente si sentirà apprezzato, invogliato a proporre nuove idee, e soprattutto troverà apertura nel management.

              SUGGERIMENTO: provate ad organizzare delle sessioni di brainstorming inter-dipartimentali, od a sviluppare dei processi di generazione di idee, e magari dei contest interni per far vincere le idee più meritevoli.

              2. MONITORARE L’AMBIENTE ESTERNO

              In questo caso è necessario lavorare su più fronti perché gli occhi della maggior parte dei dipendenti, sebbene focalizzati sui progetti interni, abbiano anche la possibilità di guardare fuori dall’azienda e capire cosa succede all’esterno.

              Guardare fuori dalle proprie quattro mura spesso è fonte di ispirazione, l’importante però è che le osservazioni e le intuizioni che si genereranno potranno essere divulgate internamente, riportando il focus sul punto precedente.

              Monitorare significa anche continuare a ricercare, esplorare, guardare cosa fanno i competitor, ma anche cosa fanno aziende di altri settori. Insomma bisogna tenere gli occhi aperti.

              SUGGERIMENTO: create un framework di technology intelligence, anche “rozzo”, perché potrebbe essere un buon inizio; utilizzate lo scouting tecnologico per esplorare nuove tecnologie, nuove soluzioni o guardare a possibili integrazioni nei nostri servizi e prodotti.

              3. UTILIZZARE LE TECNOLOGIE COME STRUMENTO

              Lo sviluppo esponenziale delle tecnologie non ci lascia alcun dubbio. Le nuove tecnologie devono essere parte integrante della nostra offerta innovativa, ma bisogna iniziare ad usarle come strumenti per veicolare valore, e non come bandiera della nostra innovatività.

              Ad un cliente sapere che abbiamo implementato nel prodotto un algoritmo di AI per riconoscere un determinato tipo di comportamento poco importa, mentre risulterà molto più importante che detta analisi restituisca delle informazioni di valore, ad esempio per migliorare il mio stile di vita.

              SUGGERIMENTO: iniziate ad implementare delle logiche (o delle metodologie) che mettano il cliente al centro del vostro business, e che vi facciano quindi diventare customer centric. Così facendo la tecnologia diventa uno strumento che aiuterà il prodotto/servizio a restituire il valore atteso dal cliente, migliorando nettamente la vostra value proposition.

              4. CREARE TEAM DEDICATI

              Questa è una prerogativa essenziale per migliorare l’utilizzo delle risorse interne. I vostri dipendenti devono essere in grado di poter “ruotare” per creare dei team dedicati che lavorino sui vari progetti. E questo per fare esperienza, per acquisire nuove competenze, e per essere più efficienti nel lavoro da svolgere.

              Questa potrebbe sembrare una cosa facile, e per alcuni forse bizzarra, ma solo in questa maniera è possibile creare il focus giusto per migliorare le performance dei vari team di progetto.

              Utilizzare sempre lo stesso ingegnere per progettare sempre lo stesso motore elettromeccanico, non farà crescere l’azienda, non farà crescere le competenze del vostro dipendente e tantomeno lo aiuterà a generare nuove idee e soluzioni.

              SUGGERIMENTO: create sempre dei team multidisciplinari, in modo che le competenze siano distribuite, e che i vari membri del team siano in grado di condividere la propria conoscenza per favorire un approccio creativo e innovativo ai problemi.

              5. ASSUMERE TALENTI

              Questa forse è la parte più difficile, perché come abbiamo più volte detto nei nostri articoli passati, lavorare con i talenti non è facile. Ma i talenti sono dannatamente necessari perché possono essere coloro che ci aiutano a fare quel famoso balzo in avanti che tutte le aziende sperano di fare, facendo vera innovazione.

              I dipendenti vanno cercati in maniera accurata, e spesso anche per mansioni di livello più “basso” un dipendente particolarmente creativo o proattivo potrebbe essere la chiave di volta.

              SUGGERIMENTO: assumete i vostri dipendenti in maniera “ragionata”, cercando di capire bene la vostra azienda di cosa abbia bisogno, senza focalizzarvi troppo sulla mansione, ma piuttosto su quei tanto anelati “soft skills” che oggigiorno molti recruiter cercano nei talenti.

              Questi sono solo cinque primi suggerimenti per iniziare a fare innovazione in maniera più smart, e come avrete visto, non si basano sul darvi dei consigli per tempi, costi e risorse. Bensì sono orientati a farvi iniziare a creare le basi perché poi i dipendenti lavorino meglio, e lavorando meglio sarà più facile fare innovazione, ottimizzando di conseguenza i tempi, i costi e le risorse del vostro “sistema business”.

              Adriano La Vope Corsi Innovation QFORMA

              Adriano La Vopa

              Innovation Management | Strategic Innovation | Open Innovation | Innovation Design | LEGO® SERIOUS PLAY® | Gamification

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                Free Webinar: dai video colloqui alle chatbot

                Dai video colloqui alle chatbot come cambiare la selezione del personale

                Quando: giovedì 18/03 (18.00 – 19.00)
                Dove: video conferenza in diretta (Zoom)

                Il webinar si focalizza su come ripensare e ottimizzare la gestione delle risorse umane e sviluppare nuove strategie per la ricerca e selezione attraverso il supporto degli strumenti digitali ( ma non solo…).

                Si parlerà di:

                • Video-colloquio per gestire il recruiting online
                • Colloquio online vs colloquio in presenza
                • La gamification applicata al colloquio di lavoro
                • L’utilizzo dei chatbot per il recruiting
                • Le difficoltà dei candidati durante il processo di application
                • Cosa è una Chatbot
                • In che modo la Chatbot migliora la candidate journey

                ll webinar è gratuito ma è richiesta la registrazione.

                Per partecipare basta iscriversi al modulo di registrazione entro le ore 16 del giorno del webinar e collegarsi al link che vi verrà inviato tramite desktop, tablet o smartphone.


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                  Free Webinar Social Media Trends 2021

                  Social Media trends 2021: quali domineranno la tua strategia

                  Quando: venerdì 26/02 (18.00 – 19.00)
                  Dove: video conferenza in diretta (Zoom)
                  Il webinar è gratuito ma è richiesta la registrazione

                  Programma

                  Dire che la maggior parte delle persone trascorre buona parte delle proprie giornate sui social media non sarebbe un’esagerazione. Non nel mondo di oggi.

                  I social media sono diventati parte integrante della vita delle persone e della routine quotidiana. Alcuni ne sono così dipendenti che la prima cosa che fanno dopo essersi svegliati è controllare i loro feed sui social media.

                  Data l’importanza dei social media nella vita dei consumatori, i professionisti del marketing e le aziende si riversano sulle piattaforme social nella speranza di connettersi con i loro clienti target.

                  Tuttavia, c’è un sovraccarico di contenuti sui social media e la concorrenza è molto alta. Può essere difficile per te distinguerti se non hai una chiara strategia di social media marketing

                  Per aiutarti ad alimentare la tua strategia digital partecipa al Webinar gratuitoElena Farinelli ci parlerà delle tendenze sui social media di cui devi essere a conoscenza per il 2021 ed oltre.

                   

                  Programma

                  • Le piattaforme social tradizionali continueranno a funzionare bene?
                  • Facebook vs Instagram vs Tik Tok: quale scegliere? cosa cambia?
                  • Il social commerce continuerà ad espandersi?
                  • Il contenuto video dominerà?
                  • L’influencer marketing continuerà a crescere?

                  Formarore

                  Consulente e formatrice di Digital Marketing specializzata in Social Media Marketing, Instagram Strategy & SEO

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