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Validare le competenze per ammodernare il mercato del lavoro

La validazione delle competenze è uno strumento utile sia per i lavoratori sia per le imprese. Ma cosa funziona e quali sono i reali benefici della validazione?

In termini appropriati, la Validazione delle competenze è un servizio reso al lavoratore per Individuare Validare e Certificazione (di seguito IVC) le competenze che egli ha acquisito non sui banchi di scuola o in una agenzia formativa ma “sul campo”.

L’IVC è uno strumento utile sia ai lavoratori sia alle imprese e, di conseguenza, al mercato del lavoro.

Validare le competenze: il valore per i lavoratori…

Al lavoratore apre un mondo: le esperienze lavorative, di volontariato o la pratica di hobby possono essere ricostruite e valorizzate per acquisire una qualifica professionale!

Si intuisce che la molteplicità dei saperi e delle esperienze di ciascuno può quindi essere utilizzata per diversificare e per rendere più ambiziosi i percorsi lavorativi.

Per esempio: chi si occupa (anche a livello amatoriale!) di aggiornamento e manutenzione di software, può richiedere la certificazione di questa competenza e partire da questa per cercare lavoro.

Ed anche mirare, con un percorso formativo integrativo, alla qualifica di Tecnico della progettazione, sviluppo, testing e manutenzione del software.

…e per le aziende

Anche le aziende ottengono dei vantaggi dalla validazione delle competenze!

Richieste di lavoro più specifiche ed affidabili rispetto ad un semplice curriculum ed anche la possibilità di valorizzare le competenze del proprio personale. Per arrivare a costruire un job system logico e strutturato per una gestione delle risorse umane più efficiente ed efficace.

Si capisce allora come il mercato del lavoro può risultare più dinamico ed efficiente.

Qual è lo stato dell’arte dei servizi IVC?

La partenza è stata lenta, il processo è ancora in corso. A livello nazionale esiste una normativa cui le varie Regioni stanno rispondendo con norme attuative nel proprio territorio.

In Toscana, una delle regioni più avanzate, il servizio è già stato definito esperimentato su gruppi specifici, in attesa che sia reso “universale” cioè aperto a tutti i cittadini.

Questo servizio sarà erogato dai Centri per l’Impiego, ma anche dal CPIA o dagli Enti Bilaterali. Riguarderà sia le 360 qualifiche del repertorio delle qualifiche toscano sia una o più delle 1420 unità di competenza che le compongono.

Ogni Regione potrà poi adottare provvedimenti di riconoscimento di qualifiche già riconosciute da altre Regioni. E questo permetterà di creare i presupposti per valorizzare le qualifiche acquisite fuori dal territorio regionale.

Che ruolo può avere la validazione delle competenze

La validazione delle competenze può contribuire all’emersione delle tante nuove professionalità che il mondo produttivo, in forte cambiamento, sta sollecitando?

Va detto che per validare le competenze occorre necessariamente uno standard cui riferirsi.

Per validare l’esperienza di chi per anni ha curato la manutenzione di impianti elettrici si deve avere una definizione standard della unità di competenza in questione.

Questo restringe i margini di manovra dei servizi IVC all’interno del perimetro dei profili definiti da ente titolare: buoni esempi di questo sono i titoli scolastici e le qualificazioni regionali.

Alcune considerazioni finali

La risposta alla nostra domanda, quindi, parrebbe essere “no”, ma è opportuno fare alcune considerazioni:

  • i repertori regionali possono essere incrementati con nuove figure e unità di competenze. L’iter in Toscana richiede mesi non anni e può essere attivato da organismi formativi o da rappresentanze datoriali e sindacali;
  • l’UNI da tempo definisce standard professionali e la sua rete di certificatori può certificare le competenze dei lavoratori, comunque acquisite. I due sistemi si stanno influenzando e stimolando a vicenda e possono quindi affiancarsi, incrementando il numero di profili lavorativi disponibili ed i punti di certificazione (la rete di certificatori accreditati presso Accredia);
  • anche le aziende possono definire propri standard professionali e puntare alla loro diffusione nel mercato del lavoro o nel loro mondo (distretto produttivo, associazione di categoria, rete di clienti e fornitori), adottando come modello il sistema IVC. In questo modo, si creerebbe un ulteriore sistema, parallelo ma simile nelle sue logiche ai sistemi precedenti.


Autore

Giuseppe N. Vallario – Presidente e cofondatore di Evaluate – Valutatore di competenze ed esperto di settore della Regione Toscana.